
Anni ’30
Il 1931 segna un ritorno al settore originario dedicato al Piemonte, con lapubblicazione di Aosta e le sue valli, di Aldrovandi, e di una serie di Guide dedicate alla Valle d'Aosta, a cui segue, nel 1934, la Guida di Torino degli Eredi Botta. Nello stesso anno viene assunta anche la pubblicazione della rivista "L'Architettura italiana", che proseguirà fino al 1941.
Nel contempo, l’importazione di materiale scientifico di produzione tedesca e il rilevamento delle collezioni scientifiche della ditta Bo, di Torino, già note e apprezzate negli istituti scolastici, consentono l’allestimento di un laboratorio scientifico.
Nel 1935, la pubblicazione del Dizionario della lingua italiana di Mestica preannuncia un rinnovamento nell’ambito del catalogo scolastico.
Nel complesso, gli anni trenta rappresentano, comunque, per la casa editrice, un periodo difficile. Muore Ernesto Lattes e una seconda riforma scolastica, decisa dal regime a partire dall’a.s. 1937-‘38, impone l’adeguamento di tutti i libri di testo agli obiettivi culturali del fascismo: ne conseguono ingenti investimenti per rendere i manuali coerenti ai nuovi programmi.
Inoltre, nel 1938, a seguito delle leggi razziali, il Ministero della Cultura Popolare impone all’azienda di sostituire il proprio nome ebraico (viene adottata la sigla E.L.I.T., Editrice Libraria Italiana Torino).
Il presidente Vittorio Sacerdote - che aveva assunto la carica dopo la morte di Ernesto Lattes - e i sindaci supplenti, Ferruccio Valobra e Fernando Colonna, sono costretti a dimettersi per “ragioni di opportunità”.