
Anni ’70
Il 1970 vede un maggior impegno di Mario Lattes nella conduzione dell’azienda, determinato dall’uscita di Romano Bozzola, che abbandona la carica di amministratore delegato.
La casa editrice è ormai impegnata completamente sul fronte dell’editoria scolastica, che consente, anche nel corso di questo decennio, di dar vita a nuovi progetti produttivi. Dopo la riforma della scuola media unica (1963), infatti, sono in discussione, in questo periodo, la modifica dei programmi ministeriali e la creazione di un nuovo “status” giuridico unico per gli insegnanti della scuola primaria e secondaria.
La Lattes segue con attenzione questi eventi e decide di dar vita, tra il 1973 e il 1977 a “Notizie Lattes”: un bollettino semestrale d’informazione e consulenza rivolto agli insegnanti, con lo scopo di fornire indicazioni puntuali sui meccanismi della loro carriera e aggiornamenti sulle novità legislative e normative.
Contemporaneamente la casa editrice pubblica, tra novità e nuove edizioni testi di durevole successo.
I primi anni ’70 vedono per la prima volta, nel catalogo delle medie, i nomi di Bovio per la matematica (1970), di Iadarola per l’italiano e di Arduino per l’educazione tecnica (1973); mentre nelle superiori spiccano i testi di latino di Tàmmaro, di greco di Borio-Bairati, di matematica di Minando, di meccanica di Agosti e di geografia per gli Istituti tecnici di Landini-Fabris.
Particolare attenzione la Lattes comincia a dedicare, in questi anni, anche alle lingue straniere: i testi di Colle-Vay (1974), di Colle-Meloni e di Morandi (1975) per l’inglese e quelli di Scrinzo-Mortara (1974) per il francese saranno testi apprezzati dai docenti fino agli anni ’90.
Solo nel 1976, l’incertezza del periodo – dovuta da un lato agli aumenti dei costi del settore, dall’altro al dibattito sulla riforma – suggerisce alla casa editrice di non uscire, per quell’anno, con alcuna novità: su Notizie Lattes del primo semestre scolastico e in catalogo, Mario Lattes dichiara i motivi di questa scelta, tra l’altro e forse prima di tutto, determinati dalla «necessità di un momento di riflessione, da parte dell’editore che voglia essere tale e non soltanto produttore di libri, sulla personalità stessa del libro di testo e sul significato della sua presenza sulle cattedre e sui banchi».
Tuttavia i programmi in vigore dal 1979, ancora una volta, pongono le basi per nuovi sviluppi e un ulteriore rafforzamento della produzione nel settore della scuola media.