In ogni classe ci sono alunni che richiedono un’attenzione speciale per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, Disturbi Specifici di Apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. Quest’area dello svantaggio scolastico, che comprende problematiche diverse, dal 2012 viene indicata come «area dei Bisogni Educativi Speciali (BES)».

Grande è, quindi, l’eterogeneità presente nelle nostre classi; ma la scuola non può lasciare indietro nessuno e deve prendersi cura anche e soprattutto di chi ha problemi e non può farcela da solo!

La scuola è iniziata da poco e una delle incombenze che i docenti si trovano ad affrontare è la predisposizione, entro il mese di novembre,  del PDP (Piano Didattico Personalizzato) per alcuni alunni/studenti. 
Ma quando ricorrono le condizioni necessarie che obbligano la scuola alla compilazione di un piano didattico personalizzato (PDP)?
È vero che bisognerebbe personalizzare per tutti?
Secondo la Legge 53/2003, la prospettiva della personalizzazione  non si limita solo agli studenti con difficoltà di apprendimento,  ma si estende a tutti gli studenti, ognuno con le proprie caratteristiche e la propria unicità... ma lo sostengono anche altre norme!

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