Normativa

Le sfide della scuola di oggi e di domani: quali le azioni previste

Tutti siamo coscienti del fatto che la scuola, anche se attualmente attraversa profondi momenti di complessità e di difficoltà organizzative e gestionali, continui ad essere una delle più importanti agenzie educative. Anche durante il periodo della didattica a distanza è stata sicuramente l’organizzazione sociale e didattica più vicina a bambini e ragazzi.
Questo perché da sempre la scuola rappresenta una specie di ponte che tenta di collegare il patrimonio culturale della tradizione alla costruzione di un nuovo futuro. Del resto sono ormai sistematici i processi di cambiamento della società che investono con forza la scuola e che prevedono sia trasformazioni continue sociali e culturali sia modalità nuove di insegnamento/apprendimento, sia l’elaborazione di nuovi modelli organizzativi e didattici. Viene quindi richiesta alla scuola una capacità progettuale diversa, che aiuti a cercare risposte efficaci alle sfide educative necessarie per poter vivere in una società sempre più complessa, in cui largo spazio hanno la pluralità e la dimensione interculturale.
Non si possono più ignorare le differenti condizioni in cui si muove oggi, in ogni istituzione scolastica, l’azione educativa e didattica. Non si possono più non considerare le questioni di fondo, spesso irrisolte e poco considerate, che la comunità scolastica ed educante è chiamata ad affrontare con senso di responsabilità.
Ma per rendere efficace ed effettiva un’azione riformatrice è indispensabile la formazione di tutto il personale scolastico!
(A che punto siamo sulla formazione?)

Infatti, è importante sottolineare come la formazione, in questo processo di rinnovamento, possa essere considerata un elemento, strategico, un diritto per tutti e non un di più non essenziale. A tutti gli individui devono essere garantiti strumenti, strategie culturali utili per capire e gestire il cambiamento, attraverso l’utilizzo di conoscenze, abilità e competenze che permettano di comprendere la realtà che li circonda in modo autonomo e responsabile… Nella scuola ciò è fondamentale!

È una scommessa che deve essere affrontata da tutte le agenzie educative del territorio, nel rispetto delle diverse caratteristiche di ogni singola istituzione scolastica e delle famiglie coinvolte nell’azione educativa.

Le finalità della scuola, si legge nelle Indicazioni Nazionali per il curricolo del 2012, devono essere definite a partire dalla persona che apprende, con l’originalità del suo percorso individuale e le aperture offerte dalla rete di relazioni che la legano alla famiglia e agli ambiti sociali.

Quindi, per affrontare la complessità sociale, la scuola deve saper condividere con altri soggetti e istituzioni il compito educativo, valorizzando quel patto di corresponsabilità che non riguarda solo il rapporto con la famiglia, che dovrebbe essere considerata come un alleato, ma si estende a tutte le agenzie formative del territorio coinvolte nella pluralità di riferimenti culturali e valoriali presenti oggi nella nostra società.

Per riflettere sulle finalità e sull’organizzazione della scuola è necessario comprendere le straordinarie trasformazioni che oggi coinvolgono la condizione umana, le singole persone e le comunità, in tutte le società e in tutte le culture del pianeta. Due sono i fattori di fondo che generano queste trasformazioni: la globalizzazione e l’esplosione delle nuove tecnologie dell’informazione. In pochi decenni i loro sviluppi e i loro molteplici intrecci non solo hanno cambiato problemi e prospettive politiche, sociali, economiche, culturali, ambientali, ma hanno anche trasformato le forme stesse della vita quotidiana e le relazioni interpersonali. Soprattutto, hanno radicalmente trasformato i modi di produrre, conservare, interpretare, trasmettere, rielaborare le conoscenze. (M. Ceruti)

Oggi dobbiamo rendere i contesti educativi adeguati ad una sfida sempre più complessa. Questo perché siamo chiamati ad affrontare i problemi globali in un’ottica multidimensionale e trasversale, in contrasto con un approccio conoscitivo che tende ad analizzare i diversi fattori in modo parcellizzante, con la conseguenza, però, che diventa sempre più difficile affrontare problemi multidimensionali, perché non sempre si riesce a comprenderli nella loro molteplicità di aspetti.

Proprio per questo oggi la scuola è chiamata ad avere un ruolo attivo nell’educazione alla cittadinanza, intesa anche come educazione alla complessità: un compito sempre più necessario, che nessuna istituzione scolastica può più ignorare… e non solo perché lo dice la normativa! (Come insegnare Educazione civica in modo interdisciplinare)

L’idea di cittadinanza che si è delineata negli stati nazionali dell’età moderna è basata sulla cosiddetta unificazione verticale dei cittadini di una nazione. Vivere in uno stesso territorio per persone e gruppi delle più diverse condizioni sociali ed economiche costituisce un elemento di forte coesione, e rafforza una condivisione di culture e di esperienze promosse dall’alto. In questo senso, la politica degli Stati dell’Ottocento e del Novecento, fondati sulla sovranità popolare, è in stretta continuità con la politica dei sovrani assoluti dei secoli antecedenti. Le comunità politiche statali europee vengono fondate sull’idea che i confini fra “noi” e gli “altri” debbano essere netti e visibili, e che la visibilità dei confini esterni favorisca le coesioni e le solidarietà interne. (M. Ceruti)

La scuola di oggi è chiamata, anche attraverso la creazione di curricoli verticali, a vivere esperienze attive che contemplino i grandi cambiamenti globali, culturali, economici, tecnologici e ad avere una visione di cittadinanza multipla e stratificata, che includa le differenti identità personali, anche attraverso l’adozione di nuove metodologie didattiche in grado di realizzare progetti educativi e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui e ora, che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di significato. (Indicazioni nazionali per il curricolo del 2012).

Le trasformazioni in atto chiedono alle istituzioni scolastiche di implementare negli studenti la capacità di costruire un futuro fluido, legato anche alla capacità di giudizio critico e di ideazione e immaginazione personali. Quindi la finalità ultima della scuola dovrebbe essere quella di educare alla cittadinanza e di creare le condizioni per un apprendimento che deve accompagnare tutte le fasi della vita.

E per la scuola di domani?

Cosa cercano i bambini, i ragazzi e le loro famiglie nella scuola di oggi e di domani?

Sicuramente un ambiente dinamico e accogliente, che sappia rispondere ai loro bisogni, che permetta a tutti di seguire le proprie inclinazioni personali, in cui vengano rispettate le differenze individuali e che sia una barriera contro le diseguaglianze.
Una scuola inclusiva, pienamente accessibile, aperta alla società, partecipata e attenta al benessere di chi la vive: è così che studentesse e studenti la immaginano per il futuro.
Un disegno preciso e definito che è stato messo nero su bianco nel documento La Scuola di domani, presentato il 23 giugno al Palazzo dell’Istruzione alla presenza del Ministro Patrizio Bianchi. Il testo è stato concepito come uno stimolo alla discussione, nell’ambito del Transforming Education Summit dell’ONU che si è tenuto come Pre-Summit dal 28 al 30 giugno a Parigi e che si svolgerà a settembre a New York.

Obiettivo: fare emergere la voce di ragazze e ragazzi e promuovere la loro partecipazione attiva. (Fonte Miur)

“La Scuola di domani” parte dall’analisi dello stato attuale del sistema d’istruzione italiano, dei suoi punti di forza e degli effetti della pandemia sulla scuola, per approdare alla formulazione di una serie di proposte definite per aree di intervento. Favorire la piena accessibilità all’educazione e all’istruzione, investire maggiormente nell’edilizia scolastica, sensibilizzare studentesse e studenti sul valore del diritto allo studio e favorire la rappresentanza studentesca, rendere più flessibile il percorso scolastico e favorire metodologie didattiche innovative e inclusive, fondate sul pensiero critico e sullo sviluppo delle competenze di vita, che permettano agli alunni e agli studenti tutti di essere protagonisti del processo di apprendimento. Porre maggiore attenzione all’insegnamento delle lingue, sviluppare attività di raccordo con il mondo del lavoro nell’ottica della sicurezza, ripensare l’orientamento. Sono alcune delle linee di azione definite nel testo che mira a costruire una scuola sempre più inclusiva, per ridurre la dispersione, sviluppare tutte le competenze necessarie per essere cittadini a pieno titolo, facilitare le relazioni e promuovere una maggiore coesione sociale. (Edscuola)

Ma quali sono le risposte istituzionali dal momento che la tecnologia digitale cambia continuamente il modo in cui ognuno opera e quindi le innovazioni a essa collegate si sono riversate anche nel mondo dell’educazione e della formazione in generale?

Approfondimenti sull’argomento nei documenti scaricabili qui sotto:
Futura - La scuola per l’Italia di domani
Le sei riforme previste dal PNRR per la scuola


A cura di Viviana Rossi e Maria Enrica Bianchi

BIBLIO/SITOGRAFIA
• Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, Settembre 2012 
Mauro Ceruti, Educare alla complessità e alla cittadinanza attiva. Compito e sfida per la scuola
Miur, Scuola, presentato oggi alla presenza del Ministro Bianchi il documento con le voci di studentesse e studenti in vista del Transforming Education Summit dell’ONU
Edscuola, La scuola di domani
Piano nazionale di ripresa e resilienza
Provincia autonoma di Bolzano Alto Adige, La scuola che vogliamo, Un mondo di relazioni possibili

 

 

 

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