piano scuola 2020

Normativa

Sempre più didattica digitale integrata (DDI): diritto per gli studenti e dovere per i docenti

Le recenti Linee guida ministeriali definiscono così la didattica digitale integrata (DDI):

La didattica digitale integrata, intesa come metodologia innovativa di insegnamento-apprendimento, è rivolta a tutti gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, come modalità didattica complementare che integra la tradizionale esperienza di scuola in presenza, nonché, in caso di nuovo lockdown, agli alunni di tutti i gradi di scuola, secondo le indicazioni impartite nel presente documento.

Dal giorno 6 novembre 2020 e sino al 3 dicembre, salvo ulteriori proroghe, nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado (e, in analogia, nei percorsi di IeFP presso le istituzioni scolastiche, di ITS, di IFTS, i corsi di istruzione serale per gli adulti) il 100% delle attività viene svolto tramite il ricorso alla didattica digitale integrata.  A queste scuole si stanno via via aggiungendo, a seconda delle regioni, anche le classi seconde e terze della secondaria di primo grado e, dove le classi vengono chiuse per motivi sanitari, anche della scuola primaria.

Il DPCM del 3 novembre 2020 dispone che le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica (…), in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata. In via ordinaria, dunque, a far data dal giorno 6 novembre 2020 e sino al 3 dicembre, salvo ulteriori proroghe, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado e, in analogia, i percorsi di IeFP presso le istituzioni scolastiche, di ITS, di IFTS, i corsi di istruzione serale per gli adulti, adottano le misure previste in materia di autonomia didattica e organizzativa in modo che il 100 per cento delle attività sia svolto tramite il ricorso alla didattica digitale integrata(articolo 1, comma 9, lettera s)

Come si può vedere, le disposizioni normative vigenti rendono sempre più necessaria, nei casi e nei modi specificamente individuati, l’attivazione della didattica digitale integrata, che dunque rappresenta un dovere, definito per legge, sia per le istituzioni scolastiche sia per i lavoratori coinvolti.

Un dovere che è correlato strettamente alla missione di ogni comunità educante: quella di garantire, a tutti, l’istruzione - così scrive il Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, il Dott. Marco Bruschi, nella recente Nota operativa n. 2002 del 9/11/2020. Ipotesi di Contratto sulla Didattica digitale integrata.

Diritto all’istruzione che rappresenta un diritto fondamentale per ogni cittadino e una leva strategica per lo sviluppo del nostro Paese.

Ne sono ben consapevoli le scuole che durante i mesi estivi hanno duramente lavorato per garantire il diritto allo studio, non solo attraverso l’applicazione delle disposizioni dei protocolli di sicurezza, finalizzati a garantire la didattica in presenza e in sicurezza, ma anche e soprattutto con la predisposizione del Piano per la didattica digitale integrata (Piano DDI), previsto dalle Linee Guida allegate al D.M. n. 89/2020 (Non solo sicurezza. Piano scolastico per la Didattica Digitale Integrata)

Ora è la stessa Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Integrativo che precisa che, in corrispondenza della sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell’emergenza epidemiologica (fino alla fine dello stato di emergenza), il personale docente deve assicurare le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, secondo criteri e modalità ben precise, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione potendo anche disporre per l’acquisto di servizi di connettività delle risorse di cui alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente. (Articolo 1, comma 121, della Legge n. 107/2015).

Ma l’Ipotesi di contratto precisa anche che i Piani di DDI devono diventare operativi, per ogni grado scolastico del primo e del secondo ciclo di istruzione, ogni qualvolta ne ricorra la necessità, al fine di garantire il diritto allo studio di ogni alunno/studente. Pertanto è opportuno che tutte le istituzioni scolastiche attivino le verifiche delle effettive ed eventuali necessità di dispositivi tecnologici da parte del personale docente, da poter assolvere anche attraverso lo strumento del comodato d’uso, al fine di essere comunque preparati ad ogni evenienza.

Particolare attenzione è dedicata agli alunni con disabilità e più in generale agli alunni con bisogni educativi speciali (BES), macrocategoria in cui ricordiamo sono compresi non solo gli alunni con disabilità o con disturbo specifico dell' apprendimento (DSA), ma tutti quegli alunni con svantaggio socio economico culturale, anche non certificati, per i quali il diritto all’istruzione passa attraverso l’adozione di particolari misure, volte a superare ostacoli oggettivi all’apprendimento, su cui ha dato indicazioni precise la Nota 1990/2020 del  Capo Dipartimento, il Dott. Marco Bruschi, avente come oggetto DPCM 3 novembre 2020 .

Ricordiamo anche che per molti di questi studenti, visto il duro momento che stiamo vivendo a causa della pandemia, è stato difficile accedere alle risorse necessarie per rimanere al passo con le lezioni e i compiti, oltre che per continuare a intrattenere relazioni sociali con i compagni per poter mantenere una certa continuità nella vita quotidiana. Pertanto per loro le scuole non dovranno limitarsi alla fornitura di dispositivi tecnologici per la connettività, ma dovranno diventare esse stesse “strumento compensativo”, cioè strumento didattico che sostituisce o facilita le loro prestazioni, prevedendo anche attività di didattica in presenza.

L’autonomia della scuola, organizzativa e gestionale, che si manifesta anche nell’azione dei consigli di classe in sinergia con le famiglie e con gli esperti socio-sanitari, permetterà quindi di intervenire a tutela delle fasce più deboli e più colpite dagli effetti diretti e indiretti dell’epidemia a seconda delle esigenze specifiche di ciascuno.

… in ogni modo andrà garantita l’effettiva inclusione scolastica, in special modo per gli alunni con disabilità, attraverso l’attivazione di tutte le forme di raccordo e collaborazione possibili con gli altri enti responsabili del loro successo formativo, sia in materia di assistenza specialistica che di trasporto scolastico, al fine di rendere un effettivo servizio di istruzione e di realizzare, in concreto, il diritto allo studio previsto dalla Costituzione. (Nota Dipartimentale 1990/2020, avente come oggetto DPCM 3 novembre 2020)

Proprio per garantire l’inclusione scolastica, il DPCM del 3 novembre, nel richiamare il principio fondamentale della garanzia della frequenza in presenza per gli alunni con disabilità, segna nettamente la necessità che tali attività in presenza realizzino un’inclusione scolastica “effettiva” e non solo formale, volta a mantenere una relazione educativa che realizzi effettiva inclusione scolastica.

Pertanto I dirigenti scolastici, unitamente ai docenti delle classi interessate e ai docenti di sostegno, in raccordo con le famiglie, favoriranno la frequenza dell’alunno con disabilità, in coerenza col PEI, nell’ambito del coinvolgimento anche, ove possibile, di un gruppo di allievi della classe di riferimento, che potrà variare nella composizione o rimanere immutato, in modo che sia costantemente assicurata quella relazione interpersonale fondamentale per lo sviluppo di un’inclusione effettiva e proficua, nell’interesse degli studenti e delle studentesse. (Nota Dipartimentale 1990/2020, avente come oggetto DPCM 3 novembre 2020)

Per ora, nelle scuole secondarie di secondo grado (e in alcune regioni, nelle seconde e terze classi delle scuole secondarie di priomo grado) spetta alle istituzioni scolastiche valutare se attivare misure per garantire la frequenza in presenza agli alunni con altri bisogni educativi speciali, qualora tali misure siano effettivamente determinanti per il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento previsti per tali alunni.

A cura di Viviana Rossi e Maria Enrica Bianchi

 

Biblio-sitografia
Non solo sicurezza. Piano scolastico per la Didattica Digitale Integrata
Alcune strategie inclusiva: Coping Power Scuola, Cross Curricola Teaching and learning, didattica eclettica
Linee guida sulla Didattica Digitale Integrata
Circolare n. 9168 del 9 giugno 2020
Didattica Digitale Integrata: cos'è, linee guida, idee ed esempi
MI, Nota 1990/2020 del Capo Dipartimento Marco Bruschi, DPCM 3 novembre 2020
MI, Decreto del 7 agosto 2020, Adozione delle Linee guida per la Didattica Digitale Integrata con Linee guida allegate
MI, Nota 2002 del 9/11/2020, Note operative ipotesi di contratto sulla didattica digitale integrata
USR Sicilia, Nota del 10/11/2020 del Direttore generale, Dottor Stefano Suraniti, avente come oggetto il DPCM 3 novembre 2020


 

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