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Cittadinanza digitale: competenze, opportunità e responsabilità per tutti i docenti

La cittadinanza digitale è un concetto che sta diventando sempre più importante nella nostra società: significa saper vivere bene e in modo corretto anche nel modo online. 

Cittadinanza digitale: perché è centrale nella scuola di oggi

La cittadinanza digitale è un concetto che sta diventando sempre più importante nella nostra società: non è più un tema opzionale, ma una competenza fondamentale per vivere e partecipare in modo attivo, critico e responsabile alla società contemporanea. 

Con l’accelerazione tecnologica digitale è fondamentale che docenti e studenti imparino a navigare e a interagire con il mondo digitale in modo sicuro e responsabile. 

Proprio per questo, a fine novembre 2025, è stato pubblicato il documento La scuola a prova di privacy. Si tratta di un vademecum aggiornato dal Garante per la protezione dei dati personali, diffuso dal Ministero dell’Istruzione (MIM), per fornire anche delle linee guida pratiche a scuole su come gestire i dati personali su registri elettronici, uso di app, pubblicazione online, cyberbullismo e intelligenza artificiale, con focus su trasparenza e protezione dei dati sensibili che riguardano DSA e disabilità. (Approfondimenti nel pdf scaricabile - Il nuovo vademecum del Garante La scuola a prova di privacy).

Ma cosa si intende per “cittadinanza digitale”?

La cittadinanza digitale può essere definita come l’insieme di diritti, doveri, competenze e responsabilità che regolano la partecipazione delle persone alla vita sociale attraverso strumenti digitali. 

Essa si riferisce all'uso responsabile e sicuro delle tecnologie digitali per partecipare alla società e alla comunità. 

Ciò include la capacità di:

  • utilizzare le tecnologie digitali per accedere a informazioni;
  • valutare criticamente le informazioni;
  • comunicare con gli altri nel rispetto della privacy;
  • creare contenuti e di partecipare alla vita pubblica.

In particolare, a scuola, si intende l'unione tra l'educazione civica e l'educazione digitale: quindi, da un lato la formazione ai propri diritti e doveri come cittadini e dall'altro la consapevolezza che le azioni che si effettuano on-line e off-line hanno un impatto nel presente e nel futuro per sé stessi e per gli altri.

Nel contesto scolastico, la cittadinanza digitale è parte integrante dell’Educazione civica (come previsto dalla Legge 92/2019) e delle competenze chiave europee per l’apprendimento permanente. E la scuola, in quanto luogo privilegiato di formazione, ha il compito di guidare studenti e studentesse nello sviluppo di comportamenti consapevoli nel mondo digitale. 

Per i docenti di ogni ordine e grado, educare alla cittadinanza digitale significa integrare saperi disciplinari, competenze trasversali e valori civici, accompagnando gli alunni nell’uso corretto delle tecnologie digitali, dei social media e delle informazioni online.

Fuori della scuola, il tema della cittadinanza digitale diventa di primaria importanza perché il livello dei servizi pubblici e la loro fruibilità dipende dalla condizione “tecnologica” di chi ne usufruisce: la disparità di trattamento dei cittadini è direttamente proporzionale alla loro capacità di accedere alla rete. Da qui deriva la necessità, per tutti i cittadini, di acquisire le competenze digitali necessarie per esercitare i propri diritti, usando nella vita quotidiana le tecnologie digitali in modo sicuro e responsabile. (Approfondimenti nel pdf scaricabile - La cittadinanza digitale fuori dalla scuola)

Perché è importante la cittadinanza digitale a scuola?

  • Promuove la sicurezza online: gli studenti devono imparare a proteggere la loro identità e i loro dati personali online;
  • Favorisce la comunicazione e la collaborazione: le tecnologie digitali offrono nuove opportunità per comunicare e collaborare con gli altri;
  • Sviluppa le competenze digitali: gli studenti devono imparare a utilizzare le tecnologie digitali per lavorare, imparare e partecipare alla società.

Per promuovere la cittadinanza digitale a scuola è fondamentale il ruolo dei docenti!

Ogni docente, indipendentemente dalla disciplina insegnata, deve contribuire allo sviluppo della cittadinanza digitale. Non si tratta solo di insegnare strumenti tecnologici, ma di educare atteggiamenti, comportamenti e competenze critiche.

Gli insegnanti sono chiamati a:

  • adottare pratiche digitali etiche e inclusive;
  • promuovere il rispetto delle regole online;
  • favorire un clima di dialogo e riflessione sull’uso delle tecnologie;
  • contrastare fenomeni come disinformazione, cyberbullismo e uso improprio dei social.

I docenti possono promuovere la cittadinanza digitale a scuola:

  • integrando le tecnologie digitali nelle lezioni, cioè utilizzando le tecnologie per supportare l'apprendimento e la partecipazione;
  • insegnando le competenze digitali, cioè insegnando agli studenti come utilizzare le tecnologie digitali in modo sicuro e responsabile;
  • promuovendo la riflessione critica, cioè incoraggiando gli studenti a riflettere criticamente sulle tecnologie digitali e sul loro impatto sulla società.

L’esempio quotidiano del docente è uno degli strumenti educativi più efficaci.


Le diverse aree di competenza della cittadinanza digitale

Educare alla cittadinanza digitale significa lavorare sulle seguenti aree di competenza:

1. Alfabetizzazione digitale

  • utilizzo corretto di dispositivi e piattaforme
  • conoscenza di base del funzionamento del web
  • uso consapevole delle risorse digitali

2. Pensiero critico e informazione

  • riconoscere fake news e fonti non attendibili
  • valutare l’affidabilità delle informazioni online
  • sviluppare capacità di analisi e confronto

3. Sicurezza e benessere digitale

  • protezione dei dati personali
  • consapevolezza dei rischi online
  • equilibrio tra vita digitale e offline

4. Responsabilità e partecipazione

  • rispetto delle regole della comunicazione digitale
  • educazione alla netiquette
  • partecipazione attiva e costruttiva negli ambienti online

Proprio riguardo al benessere digitale di tutti gli studenti, segnaliamo la recente iniziativa del MIM di contrasto ad ogni forma di dipendenza:  la creazione (nell’ambito di "Adesso lo sai" ) di un apposito portale denominato "Alza gli occhi dallo schermo", per supportare le scuole nel contrasto alla dipendenza da smartphone e dispositivi digitali, attraverso azioni di educazione che puntano a fornire una corretta informazione su rischi e strategie di prevenzione. "Alza gli occhi dallo schermo" è un invito a ritrovare equilibrio tra vita digitale e reale. Il video di lancio, diffuso su Rai e sui canali social del MIM, racconta in 30 secondi l’importanza di alzare lo sguardo e riprendere il controllo delle proprie scelte. 
(Alza gli occhi dallo schermo)

Ma come integrare la cittadinanza digitale nella didattica quotidiana?

La cittadinanza digitale non richiede necessariamente una disciplina a sé stante, ma può essere integrata nella progettazione didattica quotidiana, attraverso diverse strategie didattiche ed attività trasversali.

Strategie didattiche efficaci

  • discussione guidata su casi reali e situazioni online
  • analisi critica di contenuti digitali
  • lavori di gruppo e cooperative learning
  • utilizzo consapevole di strumenti digitali per la didattica

Attività trasversali

  • educazione ai media (media education)
  • progetti interdisciplinari
  • percorsi di educazione civica digitale
  • laboratori di cittadinanza attiva online

(Approfondimenti nel pdf scaricabile - Alcuni esempi di percorsi pratici di cittadinanza digitale per fasce di età)

Per non parlare dell’Intelligenza Artificiale 

Secondo Luciano Floridi, filosofo contemporaneo, docente universitario, pioniere internazionale dell’etica digitale, l’intelligenza artificiale non è solo una nuova tecnologia: è la forza che sta ridefinendo il nostro presente. Mai come oggi è urgente comprenderne la vera natura per distinguere il possibile dall’illusione e affrontare con lucidità le sfide che ci attendono. 

Secondo Floridi, l’IA non va intesa come una forma di intelligenza, bensì come una nuova forma di “agency”. Non pensa né comprende come un essere biologico, come un essere umano, ma è un insieme potentissimo di capacità computazionali in grado di agire nel mondo con efficacia e successo, senza però possedere alcuna intelligenza. 

Quindi, solo distinguendo l’intelligenza umana dalla agency artificiale, possiamo evitare errori di valutazione, orientare il progresso in modo responsabile e trovare risposte concrete ai problemi concettuali, etici, giuridici e politici che l’IA sta già creando.

Comprendere davvero che cosa sia – e che cosa non sia – l’intelligenza artificiale significa imparare a conoscerla e usarla meglio, invece di subirla. È questa la condizione necessaria per affrontare con coraggio e lucidità le sfide del futuro.  
(Luciano Floridi, La differenza fondamentale)

Infatti, l’obiettivo è aiutare studenti e studentesse a comprendere che l’IA utilizzata solo per usare delle scorciatoie determina un impoverimento del processo d’apprendimento; mentre sarebbe importare far emergere il messaggio che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale può aiutare ad apprendere meglio e che ci sono tante strategie interessanti, tendenzialmente ignorate dai nostri studenti, che potrebbero essere utili per apprendere in modo più efficace.

"Se lo studente rimane solo utente, si rischia la fascinazione acritica verso l’IA oppure la sua esclusione per diffidenza. Entrambe le reazioni sono problematiche. Una formazione pienamente educativa comporta sviluppare competenze critiche: comprendere bias nei dati, discutere le implicazioni etiche della generazione automatica di contenuti, analizzare chi decide cosa l’IA può o non può fare.
In questo senso, le competenze digitali avanzate non si limitano a usare strumenti, ma comprendono saper progettare, domandare, mettere in discussione. Gli studenti dovrebbero poter identificare le logiche che stanno dietro un algoritmo, partecipare alle scelte implicite di progettazione, rendersi conto che ogni sistema di IA incorpora valori, limiti, e potenziali distorsioni".
(S. Troia, 2025, Dall’impatto dell’intelligenza artificiale sugli studenti all’impatto degli studenti attraverso l’intelligenza artificiale, Cittadinanza digitale)

Cittadinanza digitale e inclusione

Un aspetto fondamentale è il legame tra cittadinanza digitale e inclusione.                                 

Per promuovere una cittadinanza digitale più equa e partecipata la scuola deve garantire a tutti gli studenti:

  • pari opportunità di accesso alle tecnologie;
  • sviluppo di competenze digitali di base;
  • accompagnamento nell’uso responsabile degli strumenti.

 

E dal punto di vista normativo?

A livello europeo, la normativa sulla cittadinanza digitale a scuola si basa su iniziative strategiche come il Piano d'Azione per l'Istruzione Digitale (2021-2027), la Raccomandazione sulle competenze chiave (2018), e il 2025 - Anno europeo dell'educazione alla cittadinanza digitale, il Digital Compass 2030, con l’obiettivo di avere l'80% dei cittadini europei con competenze digitali di base entro il 2030. Tutte queste azioni spingono, oltre che alla mera competenza tecnica, ad integrare nel curricolo competenze digitali, etiche e di sicurezza, per formare cittadini responsabili e attivi.
(Piano d'azione europeo per l'istruzione digitale 2021-2027)

A livello nazionale, la cittadinanza digitale a scuola è regolata essenzialmente da questo quadro normativo:

1. Legge n. 92 del 20 agosto 2019.

È la norma centrale: ha introdotto l’Educazione civica come insegnamento obbligatorio in tutte le scuole, di ogni ordine e grado, su tematiche quali la Costituzione, lo sviluppo sostenibile e, appunto, l’educazione digitale. Sono previste almeno 33 ore annue di Educazione civica  (in modalità trasversale, cioè coinvolgendo più discipline) e una valutazione periodica e finale.

Secondo la Legge 92/2019, la scuola deve educare gli studenti a:

  • un uso consapevole e responsabile delle tecnologie digitali;
  • la conoscenza di diritti e doveri online;
  • il rispetto delle persone negli ambienti digitali;
  • la tutela dei dati personali e della privacy;
  • il contrasto a cyberbullismo, disinformazione e fake news.

2. Linee Guida per l’Educazione civica (DM n. 35 del 22 giugno 2020), aggiornate nelle nuove Linee Guida Nazionali (2024/2025).

Esse spiegano come:

  • insegnare la cittadinanza digitale a scuola;
  • educare al pensiero critico nei confronti dei contenuti online;
  • conoscere l’identità digitale, la sicurezza informatica e le regole dei social network;
  • sviluppare competenze digitali, non solo tecniche ma anche etiche e sociali.

3. Collegamento con il Quadro europeo delle Competenze digitali per i cittadini (DigComp 2.2) 

La scuola italiana fa riferimento anche al Quadro europeo, che include:

  • alfabetizzazione digitale;
  • comunicazione e collaborazione online;
  • sicurezza digitale;
  • creazione di contenuti;
  • risoluzione dei problemi.

In sintesi

In Italia la cittadinanza digitale è obbligatoria a scuola

È regolata dalla Legge 92/2019 e dalle Linee Guida per l’Educazione civica (DM n. 35 del 22 giugno 2020 e ora dalle nuove Linee guida nazionali (2024/2025).

Serve a formare utenti critici del web, cittadini e lavoratori competenti anche nel mondo digitale, persone consapevoli, responsabili e rispettose

Conclusione

La cittadinanza digitale a scuola è una sfida educativa del nostro tempo e rappresenta un’opportunità per rinnovare la didattica e renderla più vicina alla realtà degli studenti. Pertanto richiede consapevolezza, formazione continua e collaborazione tra docenti, studenti e famiglie. 

I docenti hanno un ruolo importante: integrare l’educazione digitale nella didattica quotidiana per contribuire alla crescita di cittadini attivi, informati e responsabili, capaci di abitare il mondo digitale con competenza e senso civico. Insegnando agli studenti come utilizzare e gestire le tecnologie digitale in modo sicuro e responsabile, essi li aiuteranno a diventare cittadini consapevoli e critici in grado di gestire l’accelerazione tecnologica, di esplorare il possibile … in una società sempre più complessa. 

BIBLIOGRAFIA

  • Carlo Mochi Sismondi, Cittadinanza digitale - La "carta della cittadinanza digitale" è in Senato, su forumpa.it, 30 gennaio 2015. URL consultato il 10 febbraio 2017
  • Janice Richardson & Elizabeth Milovidov, Manuel d'éducation à la citoyenneté numérique., Council of Europe, 2020
  • Luigi Ceccarini, La cittadinanza online, collana Universale paperbacks Il mulino, Il mulino, 2015, ISBN 978-88-15-25715-4
  • Pacilli, M. G., Giovannelli, I., & Spaccatini, F., Psicologia sociale dei media digitali., collana Apogeo Education, Maggioli Editore, settembre 2021
  • Piano Nazionale Scuola Digitale, su miur.gov.it
  • Adriano Fabris, Etica per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, collana Quality paperbacks, 1ª edizione italiana, Carocci editore, 2018, ISBN 978-88-430-9303-8
  • Repubblica Digitale, su repubblicadigitale.gov.it
  • AGID. Agenzia per l'Italia Digitale., Guida dei diritti di cittadinanza digitale. (PDF)
  • Gianluigi Cogo, La cittadinanza digitale, Edizioni della Sera, 2010
  • Luisanna Fiorini, Cittadinanza digitale - Quaderni di documentazione. Collana dell’Istituto Pedagogico provinciale di Bolzano, Bolzano, Edizioni Junior, 2009, ISBN non esistente
  • Andrea Trentini, Giovanni Biscuolo, Andrea Rossi, Cittadinanza digitale e tecnocivismo. In un mondo digitale la Cittadinanza inizia dai bit. Collana Copyleft Italia, Milano, Ledizioni, 2020
  • Janice Richardson & Elizabeth Milovidov, Manuel d'éducation à la citoyenneté numérique, Council of Europe, 2020,  
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Cittadinanza_digitale
  • Tuttoscuola, n.1192, Lunedì, 15 dicembre 2025
  • Luciano Floridi, La differenza fondamentale, Mondadori 2025
  • S. Troia, Dall’impatto dell’intelligenza artificiale sugli studenti all’impatto degli studenti attraverso l’intelligenza artificiale, Cittadinanza digitale, 2025

A cura di Viviana Rossi e Maria Enrica Bianchi

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