Piano Didattico Personalizzato

L’emergenza sanitaria che l’Italia sta attraversando ha reso necessari, nell’arco di pochi giorni, provvedimenti che richiedono alle scuole di attivare, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, una didattica a distanza (DaD). Occorre quindi che i docenti riprogettino in modalità a distanza le attività didattiche che avevano previsto, evidenziando anche i materiali di studio e la tipologia di gestione delle interazioni con i propri alunni. Ma quali sono gli strumenti e le modalità che la scuola è chiamata ad usare per attuare la didattica a distanza anche per gli alunni con bisogni educativi speciali (BES)?

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didattica a distanza

Con la pubblicazione del DPCM del 4 marzo 2020 si sospendono le attività didattiche e si invitano le scuole a predisporre “attività formative a distanza”, quelle che alcuni pedagogisti fanno entrare nella “didattica a distanza”.
Ma cos’è la didattica a distanza?
Il nostro sistema scolastico è pronto per affrontare questo tema?
La situazione nazionale presenta realtà più evolute e altre molto meno pronte ad operare con l’utilizzo delle tecnologie. Tra le realtà più evolute ci sono istituti dove da tempo sono state avviate sperimentazioni ed oggi, anche grazie a strumenti tecnologici sempre più raffinati, è facile effettuare lezioni a distanza. Ma non è così dappertutto. Come fare per aiutare queste altre scuole?

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Uso degli smartphone a scuola

L’ingresso degli smartphone in classe a fini didattici è un tema molto controverso in tutto il mondo. Nei Paesi dove le scelte didattiche sono rimesse alla competenza delle scuole e/o degli insegnanti la decisione viene presa a livello locale dalle istituzioni scolastiche. In quelli con ordinamenti più accentrati, come la Francia e l’Italia, i rispettivi ministeri hanno invece ritenuto di disciplinare la materia a livello centrale. Cosa si può fare, quindi, nelle nostre scuole?

AMBIENTI DI APPRENDIMENTO DIGITALE, BYOD, DECALOGO DEVICE

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Perché il digitale a scuola? Come può la scuola servirsi degli strumenti tecnologici affinché diventino dispositivi culturali in grado di potenziare le abilità e le competenze di tutti gli studenti?
Stiamo assistendo ad una vera discontinuità nelle modalità di trasmissione del patrimonio culturale da una generazione all’altra e non si può certo guardare al futuro dei nostri figli/studenti senza considerare gli stravolgimenti provocati dall’uso della tecnologia non solo sui processi di apprendimento ma sulle diverse sfere del vivere quotidiano. Gli esperti mettono chiaramente in evidenza quanto escludere la tecnologia dalla vita scolastica delle nuove generazioni sia non solo impossibile ma anche pericoloso.

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