Cosa succede se si catapulta un’intera classe in un’aula virtuale?
L’integrazione e l’inclusione sono garantiti e in più, grazie alle innovative, flessibili e ricche piattaforme didattiche, si consente allo studente di restare in contatto con il docente fuori dall’aula, e permette anche ai genitori di monitorare le attività e i progressi fatti a scuola.
Un esempio di piattaforma didattica per la gestione della classe virtuale è bSmart, dove è possibile imparare e sperimentare in modo sicuro e protetto.

Al giorno d’oggi, compito della scuola è far acquisire agli studenti le competenze di cittadinanza attiva e quindi l’utilizzo di tutte quelle tecnologie che fanno parte della quotidianità del nostro tempo. La figura predominante è quella di un “insegnante 2.0”, che utilizzi particolari metodologie per lo sviluppo delle abilità da insegnare ai ragazzi. Prezi è un ottimo compagno per questo nuovo insegnante.

Il cambiamento è ovunque, e anche la scuola italiana lo ha subito. Il sostantivo “cambiamento” si riferisce a tutte quelle cose o situazioni che sono diverse da ciò che erano prima. Oggi, il cambiamento ha portato la scuola italiana ad avere sempre più l’esigenza di gestire anche a distanza la collaborazione tra studenti e gruppi di lavoro, come se fossimo all’interno della stessa classe; ciò di cui si parla però non è un ambiente fisico, è una classe virtuale, la quale è composta dall’insieme degli utenti che si incontrano, come in una vera e propria classe fisica, l’unica differenza è, appunto, che si tratta di uno spazio online (virtuale), attraverso una piattaforma o software, a fini comunicativi e/o formativi.

Ieri saper gestire una classe significava soprattutto saper mantenere la disciplina. Oggi i contesti educativi sono sempre più problematici e saper gestire una classe significa saper conoscere bene i propri studenti e le loro problematiche personali e/o familiari; saper proporre delle attività significative e in modo attraente per portare tutti gli allievi al successo formativo. La gestione della classe, però, non è sempre facile ed è proprio per questo che dovrebbe basarsi su solide conoscenze, derivate da teorie e da ricerche sui bisogni personali e psicologici degli allievi e sulle proprie competenze relazionali e professionali.

Google Drive è un servizio di web storage che consente l’archiviazione e l’editing di file di diversa natura; può coadiuvare le attività didattiche predisponendo la possibilità di far emergere impegno, creatività e soprattutto collaborazione da parte dei singoli membri del gruppo classe.
Inoltre, Drive, consente ad altri di consultare e di agire sui tuoi file, ma la condivisione e l’interazione con altri è gestita totalmente dagli utenti stessi, senza alcun rischio di accessi non autorizzati o addirittura di download non consentiti.

Al giorno d’oggi gli insegnanti hanno la possibilità di fare la differenza dentro e fuori dalla classe, fornendo feedback immediati e tenendo traccia dei progressi di uno studente per migliorare le prestazioni; gestire compiti e voti; garantire la partecipazione attiva degli alunni BES e formare responsabili cittadini digitali. Tutto ciò è possibile con Google, sempre innovativo e all’avanguardia.

Affinché il sistema educativo dia le competenze necessarie per l’innovazione della società digitale, è necessario che fornisca strategie attuabili e partner coinvolgenti. Un possibile partner è: WeTransfer. Questa piattaforma nasce nel 2009 ed è il modo più semplice per inviare file di grandi dimensioni in tutto il mondo; dotato di un set di strumenti perfettamente intuitivi, semplici e fatti con stile.

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