Lo scorso 10 luglio 2019 è stato presentato alla Camera dei deputati il Rapporto nazionale relativo ai risultati campionari delle prove INVALSI di quest’anno. Le prove del 2019 si sono svolte in due modi diversi: nella scuola primaria sono state proposte agli alunni in forma cartacea, nella scuola secondaria di primo e secondo grado, invece, le prove sono state proposte agli studenti tramite computer (Computer Based Test).
La ricchezza di dati che il Rapporto mette a disposizione evidenzia punti di forza e di criticità molto interessanti. Rispetto al 2018 si riscontra un leggero miglioramento degli esiti complessivi. L’aspetto positivo è che esso si manifesta soprattutto nel Mezzogiorno e a vantaggio degli studenti più deboli. Il documento presenta anche una novità molto importante perché, per la prima volta, si riportano gli esiti anche delle prove dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, sostenute dagli studenti pochi mesi prima dell’esame di stato.

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In ogni classe ci sono alunni che richiedono un’attenzione speciale per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, Disturbi Specifici di Apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. Quest’area dello svantaggio scolastico, che comprende problematiche diverse, dal 2012 viene indicata come «area dei Bisogni Educativi Speciali (BES)».

Grande è, quindi, l’eterogeneità presente nelle nostre classi; ma la scuola non può lasciare indietro nessuno e deve prendersi cura anche e soprattutto di chi ha problemi e non può farcela da solo!

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La normativa tutela il diritto all’apprendimento di ogni studente, cioè il suo diritto “ad una prestazione didattica efficace”, nel rispetto delle sue peculiari caratteristiche. Non solo. La normativa orienta e vincola la professionalità docente, fornendo alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado indicazioni precise; suggerendo comportamenti didattici, strategie metodologiche, mezzi compensativi, misure dispensative e valutative adeguati. Ecco un quadro riassuntivo della normativa che i docenti dovrebbero conoscere per svolgere al meglio la loro professione in questa nostra società sempre più complessa (… con relativi approfondimenti da scaricare).

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