Sono parecchi coloro che sostengono che la scuola sia sopravvissuta alla pandemia provocata dal Covid-19 grazie alla “creatività” di tutti coloro che in questi mesi si sono spesi per organizzare ambienti di apprendimento diversi da quelli tradizionali. Ambienti capaci non solo di non interrompere il compito della scuola, ma addirittura di “promuovere nuove visioni”, dimostrando a chi vorrebbe la scuola sempre uguale ed ingessata... che cambiare si può. La DaD, oltre a consentire di mantenere vivo il rapporto tra gli insegnanti e le loro classi, ha sperimentato nuove modalità, che hanno spostato più in là il confine di ciò che si sapeva e, soprattutto, ha fatto nascere in molti dirigenti e docenti la “curiosità” di aprire strade impreviste per la soluzione di problemi di vita quotidiana sempre più complessi e l’acquisizione di nuove competenze per risolverli.

Oggi si parla solo più di inclusione, ma non sempre lo è! Molto spesso si è semplicemente sostituito il termine integrazione con inclusione.
Vogliamo farvi conoscere un progetto di “vera inclusione” che si sta svolgendo in una scuola di un paesino della cintura di Torino dal 2002. Un esempio concreto di come si può fare inclusione (non semplice integrazione) tutti insieme (scuola, famiglie, sanità, amministrazione locale, comunità territoriale), andando oltre le problematiche di insegnanti e di numero di ore di sostegno .

Il concetto di inclusione non sempre a tutti è chiaro. Spesso viene confuso con integrazione o addirittura rischia di essere usato a vanvera, in discorsi retorici.
Occorre fare chiarezza! L’inclusione è un processo continuo, quotidiano, in cui tutti gli insegnanti e i percorsi di apprendimento devono poter rispondere alle differenze dei vari soggetti in un’ottica di sostegno distribuito. Non basta integrare le diversità, occorre fare spazio alla ricchezza della differenza, adeguando, di volta in volta, gli ambienti e le prassi in base ad ogni specifica singolarità.
Applicare la direttiva sui BES o i decreti 66/2017 e 96/2019 non basta per essere inclusivi!
Come capire se la propria scuola ha contesti inclusivi? Come far sì che si possano realizzare quei processi inclusivi che devono caratterizzare la scuola e la società odierne?

blog lattes editori

S. LATTES & C. EDITORI S.p.A.

Via Confienza, 6 - 10121 Torino

Codice Fiscale e Partita Iva: 04320600010
Iscrizione Registro Imprese di Torino n. 04320600010

Capitale Sociale Euro 1.430.000 interamente versato

S. LATTES & C. EDITORI S.p.A.© 2020