Piano Didattico Personalizzato

Il Digitale

Didattica a distanza. Come garantire l'accessibilità a tutti

Quali strategie e strumenti occorre adottare affinché la DaD sia accessibile a tutti... e quindi inclusiva?

Con le attività didattiche sospese e i docenti a casa da diverse settimane, l’insegnamento non può che avvenire con la didattica a distanza, nei modi e con gli strumenti possibili a disposizione. Recita infatti il DPCM del 4 marzo 2020: “I dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza (…)” (art. 1, comma 1, lett. g). Ma se la necessità di ricorrere a forme di didattica a distanza è ormai assodata, dato il protrarsi della sospensione delle attività in presenza (lo conferma il Decreto legge n. 22 dell’8 aprile 2020), diventa importante assicurarsi che tutti possano usufruirne sia perché in possesso degli strumenti tecnologici necessari sia perché in possesso delle competenze digitali necessarie.
A seguito delle tante ordinanze di sospensione delle attività didattiche viene ribadito il concetto che, per non interrompere il percorso di apprendimento, diventa sempre più prioritario implementare soluzioni di didattica a distanza per tutti gli studenti, ma occorre farlo in modo inclusivo, per non lasciar solo nessuno, rimuovendo tutte le barriere, personali e/o tecnologiche, che escludono e/o discriminano chi si differenzia dalla norma.

Un concetto di inclusione che modifica l’idea stessa di didattica: non più dare a tutti le stesse cose, ma dare a ciascuno ciò di cui ha effettivamente bisogno. E tu sei inclusivo?)
La Nota 388 del 17 marzo 2020 precisa, infatti, che la didattica a distanza deve essere anche l’occasione per interventi sulle criticità più diffuse.

Nella progettazione e realizzazione delle attività a distanza occorre, quindi, dedicare particolare attenzione alla presenza in classe di alunni con bisogni educativi speciali (BES), cercando di valutare, insieme ai colleghi, le condizioni che rendono la didattica a distanza accessibile e utile anche a questi alunni.

Quali strategie e strumenti occorre adottare, dunque, affinché la DaD sia accessibile e inclusiva?

Cosa occorre fare per gli alunni con disabilità?

La sospensione dell’attività didattica non deve interrompere, per quanto possibile, il processo di inclusione: “E’ dunque richiesta una particolare attenzione per garantire a ciascuno pari opportunità di accesso a ogni attività didattica”, tenendo sempre come punto di riferimento il Piano educativo individualizzato (PEI), normato dal DM 66/2017 e dal D.Lgs 96/2019.

“Come indicazione di massima, si ritiene di dover suggerire ai docenti di sostegno di mantenere l’interazione a distanza con l’alunno e tra l’alunno e gli altri docenti curricolari o, ove non sia possibile, con la famiglia dell’alunno stesso, mettendo a punto materiale personalizzato da far fruire con modalità specifiche di didattica a distanza concordate con la famiglia medesima, nonché di monitorare, attraverso feedback periodici, lo stato di realizzazione del PEI. Resta inteso che ciascun alunno con disabilità, nel sistema educativo di istruzione e formazione italiano, è oggetto di cura educativa da parte di tutti i docenti e di tutta la comunità scolastica. (...) Atteso che per gli alunni con disabilità cognitiva non si potrà che progettare interventi sulla base della disamina congiunta (docente – famiglia) delle numerose variabili e specificità che ciascuna singola situazione impone, si possono in questa fase considerare le specifiche esigenze di alunni e studenti con disabilità sensoriali: non vedenti, ipovedenti, non udenti e ipoacusici.” (Nota 388 del 17 marzo 2020)

In ogni caso un ruolo estremamente importante ha il dirigente scolastico, che deve far verificare il possesso e l’accessibilità degli strumenti necessari per le attività di didattica a distanza anche da parte degli studenti con disabilità e provvedere in caso di loro assenza e/o inadeguatezza: “E’ compito del Dirigente scolastico, d’intesa con le famiglie e per il tramite degli insegnanti di sostegno, verificare che ciascun alunno o studente sia in possesso delle strumentalità necessarie. I Centri Territoriali di Supporto (CTS), in collaborazione con la Direzione generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico, gestiscono l’assegnazione di ausili e sussidi didattici destinati ad alunni e studenti con disabilità (...). Oltre alle apparecchiature hardware, possono essere acquistati e concessi in uso anche software didattici (per un elenco degli ausili e sussidi disponibili, si veda l’allegato tecnico denominato “Classificazione dei sussidi didattici, delle attrezzature e degli ausili tecnici per la didattica inclusiva” su https://ausilididattici.indire.it). (Nota 388 del 17 marzo 2020) (Insegnare e valutare durante la didattica a distanza)

Cosa occorre fare per gli alunni con DSA e con bisogni educativi speciali non certificati?

“La strumentazione tecnologica, con cui questi studenti già hanno di solito dimestichezza, rappresenta un elemento utile di facilitazione per la mediazione dei contenuti proposti.
Occorre rammentare la necessità, anche nella didattica a distanza, di prevedere l’utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi, i quali possono consistere, a puro titolo esemplificativo e non esaustivo, nell’utilizzo di software di sintesi vocale che trasformino compiti di lettura in compiti di ascolto, libri o vocabolari digitali, mappe concettuali,...” (MIUR, Nota 388 del 17 marzo), come previsti nel piano didattico personalizzato (PDP) di ogni singolo studente, piano che, con i mutamenti didattici dovuti alla DaD, va revisionato dal team docente/consiglio di classe e integrato con l’indicazione delle modalità di erogazione della didattica a distanza, degli strumenti da usare e delle strategie da mettere in atto per il conseguimento degli obiettivi.

Cosa occorre fare per gli alunni stranieri e con svantaggio socio economico che non sono in condizione di partecipare alle attività di DaD per mancanza della necessaria strumentazione tecnologica?

Per alcuni studenti poi non è affatto scontato che siano in possesso dei device e delle competenze minime per gestire le lezioni online. Pertanto la Nota 388 sottolinea che “ Per gli alunni con BES non certificati, che si trovino in difficoltà linguistica e/o socio economica, il Dirigente scolastico, in caso di necessità da parte dello studente di strumentazione tecnologica, attiva le procedure per assegnare, in comodato d’uso, eventuali devices presenti nella dotazione scolastica oppure, in alternativa, richiede appositi sussidi didattici attraverso il canale di comunicazione attivato nel portale ministeriale “Nuovo Coronavirus” alla URL https://www.istruzione.it/coronavirus/index.html all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

La Nota n. 562 del 28 marzo 2020 precisa poi che per gli strumenti tecnologici per la didattica a distanza l’articolo 120 del D.L. n. 18/2020 prevede lo stanziamento di euro 85 milioni per far fronte all’attuale emergenza sanitaria e consentire alle istituzioni scolastiche statali la prosecuzione della didattica tramite la diffusione degli strumenti digitali necessari per l’apprendimento a distanza.
È previsto anche il “comodato d’uso gratuito” alle famiglie degli studenti meno abbienti che necessitano di dispositivi individuali per la didattica a distanza, personal computer, portatili e tablet, che sono di proprietà della scuola e che, durante la sospensione delle attività didattiche, restano inutilizzate.” A tal fine, si raccomanda a tutti i dirigenti scolastici, nel rispetto di compiti e funzioni del consegnatario, di mettere a disposizione, ove possibile, le attrezzature digitali della scuola per l’utilizzo temporaneo ai fini della didattica a distanza. Le istituzioni scolastiche alle quali, assolto l’eventuale fabbisogno per i propri studenti, restino in disponibilità dispositivi digitali utili per l’apprendimento a distanza, sono invitate a concedere gli stessi in comodato d’uso anche alle altre scuole del territorio che ne risultino prive, attivando reti di solidarietà e mutuo aiuto per la didattica a distanza.” https://www.miur.gov.it/documents/20182/0/Nota+prot.n.+562+del+28+marzo+2020.pdf/75b48ea1-c6d4-178c-55c1-f6a37a25821e?version=1.0&t=1585419275262

A cura di Viviana Rossi e Maria Enrica Bianchi 

Inclusione, Valutazione, personalizzazione , DIDATTICA A DISTANZA, accessibilità , device

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