Normativa

I nuovi insegnanti per il sostegno tra essere e avere

Corsi di specializzazione per il nuovo concorso per insegnanti di sostegno
 
A breve ci sarà un concorso per selezionare circa 20 mila insegnanti per il sostegno. Infatti, in data 8 febbraio 2019, il Ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina ha firmato il Decreto 92, Disposizioni concernenti le procedure di specializzazione sul sostegno, dando così il via al quinto ciclo dei percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. A cui ha fatto seguito il Decreto n. 95 del 12-02-2020 - Attivazione dei percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno scolastico TFA 2019/2020.

I posti a disposizione sono in totale 19.585 fra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I e II grado.
Le prove di accesso organizzate dagli atenei riguarderanno sia la tematica relativa agli alunni con disabilità (Legge 104/1992) sia quella riguardante gli alunni con disturbi specifici di apprendimento (Legge 170/2010). Un impegno straordinario delle università per garantire la formazione di quasi ventimila docenti in un settore strategico per l'istruzione nel Paese, spiega il Ministro dell’Università Gaetano Manfredi.
I requisiti di accesso ai corsi di specializzazione saranno diversi, ma verranno definite date uniche per i test preliminari di accesso ai percorsi: test costituiti da 60 quesiti formulati con 5 opzioni di risposta, fra le quali il candidato ne deve individuare solo una.

Per la scuola dell'infanzia e primaria potranno partecipare i docenti in possesso di laurea in scienze della formazione primaria, oppure con un diploma magistrale (compreso il diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico, con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli Istituti Magistrali).
Per la scuola secondaria di primo e secondo grado potranno partecipare i docenti con l’abilitazione oppure con il titolo di laurea + 24 CFU (cioè con i requisiti previsti al comma 1 o al comma 2 dell’articolo 5 del D.lgs. n. 59/2017)

Potrà accedere ai corsi anche chi ha conseguito un titolo di laurea e portato a termine almeno tre annualità di servizio nel corso degli otto anni scolastici precedenti, anche su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione.
Si tratta, quindi, di un docente che, oltre ai titoli necessari all’insegnamento di una o più discipline, è in possesso di titolo di specializzazione per il sostegno didattico ad alunni con disabilità e che deve dimostrare di possedere conoscenze e competenze che facilitino un sistema scolastico inclusivo, in cui l'alunno con disabilità sia protagonista del proprio percorso formativo. Infatti, in base alle norme in vigore, viene assegnato alle classi in cui siano presenti alunni con disabilità, con il compito di promuovere il loro processo di inclusione.  (Decreto legislativo sull’inclusione scolastica - DLgs 66/17)
A tal fine dovrà padroneggiare capacità di progettazione educativa individualizzata e personalizzata, in grado di promuovere interventi equilibrati fra apprendimento e socializzazione.
Egli deve sia essere un facilitatore dell’apprendimento, con competenze pedagogiche, didattiche, metodologiche e relazionali sia avere le competenze di tipo legislativo ed organizzativo necessarie per far fronte adeguatamente alle incombenze burocratiche connesse al ruolo di tutti gli altri docenti.

Chi è il docente per il sostegno? Come deve “essere”? Quali competenze specifiche deve “avere” nella scuola inclusiva?

Sono ancora molti i dubbi, ma la normativa ci aiuta a rispondere.
La Legge quadro 104/1992 e la normativa successiva sul tema (un invito particolare alla lettura delle Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità del 2009) rappresentano il caposaldo legislativo dei processi di integrazione, culturale e sociale, per soggetti in situazione di handicap. Essa stabilisce per l’insegnante specializzato una serie di compiti che ne fanno una figura chiave nel mondo scolastico, soprattutto in una scuola inclusiva, che vede la diversità non come un problema, ma come una risorsa irrinunciabile per una scuola di qualità.

L’insegnante di sostegno, oggi, viene ad assumere compiti nuovi, più specifici ed impegnativi, in grado di dare risposte adeguate ai bisogni educativi/apprenditivi/sociali di ciascuno alunno, in quanto non è solo di sostegno al disabile, ma lo è di tutto il gruppo classe, contribuendo ad un’armonica integrazione e collaborazione reciproca.
Si tratta di una figura professionale con competenze specifiche, ma soprattutto con un approccio centrato sulla persona, basato su rapporti interpersonali, sia all’interno del rapporto con tutti gli alunni sia all’interno del rapporto con i colleghi e con l’intera comunità scolastica e territoriale.

Infatti la scuola è una comunità educante, che accoglie ogni alunno nello sforzo quotidiano di costruire condizioni relazionali e situazioni pedagogiche tali da consentirne il massimo sviluppo. Una scuola non solo per sapere dunque ma anche per crescere attraverso l’acquisizione di conoscenze, competenze, abilità, autonomia, nei margini delle capacità individuali, mediante interventi specifici da attuare sullo sfondo costante e imprescindibile dell’istruzione e della socializzazione. (Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, 2009, Premessa)

In questo senso si configura la norma del diritto allo studio per ogni studente a partire dagli articoli 3 e 34 della nostra Costituzione, norma che specifica che tutte le istituzioni scolastiche, nella loro autonomia funzionale e flessibilità organizzativa e didattica, predispongano e realizzino le attività adeguate al raggiungimento del successo formativo da parte di tutti gli alunni.

Il candidato, in relazione al settore per cui concorre, deve dimostrare non solo una buona conoscenza della disabilità e degli altri bisogni educativi speciali in una logica bio-psico-sociale, in modo da osservare e valutare il funzionamento umano secondo l'approccio ICF dell'OMS , ma anche di possedere adeguate conoscenze e competenze con riferimento a diversi settori: normativo, psicopedagogico, didattico, organizzativo, progettuale … perché deve dimostrare di saper lavorare in ambienti scolastici inclusivi, tenendo conto di tutte le forme di diversità. (Decreto legislativo sull’inclusione scolastica - DLgs 66/17)  

Inoltre, per essere un buon insegnante di sostegno non è più nemmeno sufficiente avere delle conoscenze e competenze disciplinari specifiche, progettuali, organizzative, nonché competenze relazionali adeguate per attivare positive relazioni scuola-famiglia e per la definizione del patto di corresponsabilità educativa; ma occorre essere una persona coerente con sé stesso e con gli altri, genuino, empatico, una persona che riesce a relazionarsi proattivamente con i ragazzi e con le famiglie. Solo così potrà svolgere il suo lavoro in modo corretto e strumentale alla crescita dei ragazzi e ai loro progetti di vita.

A cura di Viviana Rossi e Maria Enrica Bianchi 

Inclusione, Disabilità, Competenze, sostegno

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