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Le funzioni esecutive nei processi di apprendimento

Da qualche tempo nel mondo della scuola vi è una maggiore attenzione su quelle che vengono definite, in letteratura, funzioni esecutive o funzioni di controllo, per la fondamentale importanza che rivestono nei processi di apprendimento e insegnamento, data la loro natura trasversale e fondante: infatti, esse avviano, regolano, controllano, coordinano, monitorizzano, programmano il nostro pensiero.
Inoltre, la ricerca scientifica le considera abilità necessarie per programmare, mettere in atto e portare a termine con successo un comportamento finalizzato ad uno scopo. (Benso, 2007)

Ma come possiamo definire le funzioni esecutive?
Il termine funzioni esecutive (FE) si riferisce ad un complesso costrutto che implica:
a) una capacità di inibire una risposta o di procrastinarla in un momento successivo e più appropriato;
b) una pianificazione strategica e flessibile delle sequenze comportamentali;
c) una rappresentazione mentale del compito che include sia le informazioni rilevanti codificate nella memoria sia gli obiettivi futuri da raggiungere.
(G. Valeri, P. Stievano)

Le funzioni esecutive sono quindi processi cognitivi complessi che permettono di mettere in atto comportamenti flessibili e diretti verso un obiettivo. Sono generalmente identificate da un complesso sistema di processi cognitivi flessibili e necessari a programmare, mettere in atto e portare a termine con successo un comportamento finalizzato ad uno scopo. (Zelazo & Müller, 2002)

Le funzioni esecutive sono un insieme di processi mentali che ci aiutano a connettere l’esperienza passata con l’azione presente per dare risposte congrue con quanto l’ambiente di volta in volta ci richiede. Esse entrano in gioco nei compiti non ordinari, cioè in situazioni e compiti in cui l'utilizzo di comportamenti e abilità di routine non è più sufficiente e occorrono schemi cognitivi e comportamentali adattivi in risposta a condizioni ambientali nuove e impegnative. Sono, quindi, funzioni deputate al controllo e alla pianificazione del comportamento, che permettono di organizzare e attuare processi finalizzati al raggiungimento di un obiettivo e sono necessarie in quanto garantiscono il controllo e la modifica del proprio comportamento in caso di necessità. (G. Gildoni)

Lo sviluppo di tali funzioni avviene già a partire dai 12 mesi e la loro maturazione procede dall'adolescenza fino alla giovane età adulta. Si sviluppano gradualmente e con tempi differenti da persona a persona.
Il neuropsichiatra Sergio Messina ci spiega che esse tendono a modificarsi nel tempo. Infatti, nella prima infanzia e in età prescolare vi è un costante aumento del controllo inibitorio, intorno ai 3-5 anni, mentre la comparsa del controllo attentivo, un aumento della flessibilità cognitiva con le prime formulazioni di strategie avviene intorno ai 4-5 anni. A 5 anni si assiste ad un incremento della memoria di lavoro, che permette di elaborare e manipolare i dati e le informazioni ricevute, allo sviluppo della capacità di pianificare azioni e finalizzare i propri comportamenti verso un obiettivo prendendo decisioni. Durante la frequenza alla scuola primaria, tra gli 8 e i 10 anni, la flessibilità cognitiva raggiunge livelli simili a quelli degli adulti: il controllo inibitorio appare ben strutturato così come la vigilanza e l’attenzione sostenuta.
Un salto di qualità nelle funzioni di controllo si ha in adolescenza, quando vi sono evidenti miglioramenti del controllo attenzionale e della velocità di processamento, dei livelli di controllo inibitorio, un ulteriore progresso della memoria di lavoro e un progresso nelle capacità di pianificazione strategica nonché di risoluzione delle situazioni problematiche. (Progetto AID Dislessia Amica Livello Avanzato).

Riportiamo queste ulteriori precisazioni tratte dal contributo di G. Valeri e P. Stievano, già citato, i quali precisano che in accordo con un’ipotesi che fraziona il costrutto delle Funzioni Esecutive in sottodomini, esistono oramai convergenze provenienti da studi con metodologie differenti… che delineano un quadro di sottodomini relativamente indipendenti classificati come:
1) inibizione: la capacità di inibire le proprie risposte comportamentali, procrastinarle o selezionarle;
2) flessibilità: rappresenta la possibilità di modificare le proprie risposte comportamentali
al variare delle condizioni presenti, spostando la propria attenzione e/o dividendola tra vari elementi e attuando, se necessario, strategie alternative;
3) pianificazione: è la capacità di costituire una sequenza di azioni per ottenere uno scopo, controllandone l’esecuzione e valutando il raggiungimento dei risultati;
4) memoria di lavoro: è la competenza di immagazzinare e contemporaneamente manipolare delle informazioni tenendole a mente;
Oltre a questi quattro sottodomini, sui quali esiste un sostanziale accordo, sono indicati anche altri sottodomini, come la fluenza, la generatività, cioè la capacità di generare risposte appropriate rispetto un dato insieme di condizioni; l’attenzione selettiva (visiva, uditiva) che include la capacità di inibire delle risposte comportamentali rispetto ad altri distrattori e di mantenere per tempi sufficientemente estesi il controllo su questo processo. (G. Valeri e P. Stievano)
Tali funzioni consentono, quindi, di adattarci rapidamente e in modo flessibile alle circostanze in continuo cambiamento, di ragionare, di rimanere concentrati, di prendere delle decisioni ed esercitare il controllo su ciò che facciamo.

A cura di Viviana Rossi e Maria Enrica Bianchi 

Biblio-sitografia
• E. Benso, L. Masoero e C. Pacilli, Funzioni Esecutive e riabilitazione in età evolutiva
• G. Valeri, P. Stievano, Neuropsicologia dello sviluppo e funzioni esecutive, Gior Neuropsich Età Evol 2007;27:195-204
• Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche S. O. C. di neuropsichiatria dell’infanzia e adolescenza conoscere e potenziare le funzioni esecutive, direttore dott.ssa G.Gildoni, Conoscere e potenziare le funzioni esecutive
• S. Messina, Funzioni esecutive: aspetti neuro-funzionali, Progetto AID Dislessia Amica Livello Avanzato
• M. C. Veneroso, M. Arici e il gruppo di docenti ricercatori, Apprendimento e Funzioni Esecutivi
• M. Pratelli, Le funzioni esecutive, Centro  Method, Perignano


 

Complessità, flessibilità, Funzioni esecutive, pianificazione, programmazione, inibizione

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