Strategie Inclusive

L’isola che non c’è! Una storia di vera inclusione

Una storia di vera inclusione
Vogliamo farvi conoscere un progetto di inclusione che si sta svolgendo in un paesino della cintura di Torino dal 2002.
Un esempio concreto di come si può fare “inclusione” (non semplice integrazione) tutti insieme: non solo con alunni certificati dalla legge 104/92, dalla legge 170/10, con svantaggio socio/ economico/culturale/linguistico e con altri BES (Bisogni Educativi Speciali) previsti dalla Direttiva MIUR del 27/12/2012 , ma anche con gli alunni “normodotati”, in una comunità scolastica e territoriale riconosciuta e sostenuta da tutti (docenti, famiglie, comunità locale …), andando oltre le problematiche di insegnanti e di numero di ore di sostegno .

Ecco una breve cronistoria del progetto
Nel 2000, un gruppo di insegnanti in pensione continua a lavorare, a livello sperimentale, con alcuni alunni disabili all’interno della Scuola media di Villarbasse (TO), allora succursale della Scuola media Gobetti di Rivoli (TO), oggi parte dell’Istituto Comprensivo G. Gozzano di Rivoli (TO).

Nel 2002
, parte il progetto “La scuola? L’aiuto io!”, che coinvolge l’intera comunità scolastica e territoriale nei confronti di alcuni ex alunni disabili intellettivi, riaccolti all’interno della loro stessa scuola in un lungo percorso di integrazione sociale, di inclusione con gli altri ragazzi, di formazione di valorizzazione e di conquista di autonomia.

Lavorano insieme in vari laboratori (cucina, falegnameria, robotica, produzione di video, artigianato, dama e scacchi ..) che si arricchiscono di anno in anno, prima nella ex-scuola media, poi, da alcuni anni, anche nella scuola primaria del paese.

I ragazzi, aiutati dai volontari coordinati dal professor Pier Aldo Bona, legale rappresentante pro-tempore dell’Associazione Progetto Davide (APD), e costantemente supervisionati dal Consorzio Intercomunale Socio Assistenziale (CISA), collaborano con i laboratori di falegnameria, vivaistica, informatica (multimedialità e robotica), scacchi e musica, sia in piccoli gruppi che con le classi della scuola media.

Nel tempo si forma anche una squadra di pallacanestro mista, con un calendario di incontri periodici con gli allievi “sportivi” (non disabili) della scuola media e di altre scolaresche del territorio.

Un percorso su cui converge la collaborazione della dirigente scolastica e dell’intero corpo docente, degli alunni e delle loro famiglie, del Comune di Villarbasse, che nel 2006 ha destinato ai laboratori dell’Associazione Progetto Davide, proprio nel cortile della scuola media, il primo prefabbricato denominato “L’isola che non c’è”.

La formazione e l’autonomia dei giovani disabili si consolida con i successivi nuovi progetti, che si cerca di diversificare il più possibile affinché i tirocini pre-lavorativi (che sono osservativi e formativi) favoriscano lo sviluppo delle attitudini e delle potenzialità di ciascuno di loro.

Ai giovani disabili ormai adulti il Paese affida anche alcuni servizi: la cura delle due aiuole del paese, la distribuzione del giornalino comunale e dei calendari, delle riviste della farmacia, del restauro di macchine ed attrezzi agricoli per la formazione dell’Ecomuseo diffuso della collina morenica.

Anche questo progetto ottiene un finanziamento della Provincia di Torino e, ben presto, beneficerà di un secondo prefabbricato dotato di una nuova falegnameria, insieme a tre serre e ad una buona attrezzatura per il taglio dell’erba e la manutenzione delle aiuole cittadine.

Non solo.
Negli anni le attività dell’Associazione Progetto Davide all’interno (e all’esterno) della comunità scolastica aumentano. 
Sono previsti:

  • soggiorni presso il rifugio Viberti alle Grange della Valle, in collaborazione con il Club Alpino Italiano, sezione di Rivoli;
  • accompagnamento in gite e soggiorni scolastici insieme alle classi della scuola media
  • organizzazione e gestione dei centri estivi, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, con l’apertura dei vari laboratori a tutti i ragazzi delle scuole di Villarbasse
  • uso di un’area che il Comune ha concesso in comodato, a Roncaglia, frazione di  Villarbasse, (un progetto parzialmente sponsorizzato da Intesa San Paolo) in cui sono state messe a dimora 40  piante da frutto, patate e altri ortaggi  che vengono  portati alla mensa, trasformati , conservati e anche venduti..

OGGI, 2019, l’APD mette a disposizione di tutti i ragazzi della scuola secondaria di primo grado di Villarbasse M. Hack:

  • una grande cucina a norma di legge, che, da un lato permette ai giovani con disabilità di rendersi autonomi rispetto ai loro pasti, mentre, dall’altro, permette a tutte le classi della scuola di frequentare i laboratori di cucina
  • un laboratorio di falegnameria attrezzato per le attività con le varie classi
  • un atelier per il restauro e/o la fabbricazioni di piccoli e grandi manufatti, dove i giovani del progetto lavorano guidati da esperti falegnami.

(Per approfondimenti visitare il sito www.progettodavide.com)

Certamente in un ambiente scolastico e in una comunità territoriale come quelle che negli anni si sono creati a Villarbasse, ogni studente “sta bene”, in quanto si punta ad accogliere le necessità diverse degli studenti, senza etichette/categorie, attraverso la realizzazione di strategie educative e approcci didattici benefici per tutti.

Ad esempio:

  • partire dal presupposto che la conoscenza si costruisca sulla base delle caratteristiche della propria mente e che l’apprendimento sia frutto di un intervento attivo del soggetto
  • cercare di costruire una cornice relazionale stabile e propositiva, attenta al benessere psicofisico  di ogni alunno,  per insegnargli ad  affrontare i problemi della vita quotidiana
  • praticare una didattica differenziata, mirata alle diversità delle esigenze degli studenti
  • privilegiare un insegnamento co-operativo, in cui tutti gli insegnanti adottano un sistema di squadra tra loro, i genitori, i compagni e il personale scolastico: una vera e propria squadra multi-disciplinare
  • favorire un apprendimento co-operativo, in cui gli studenti si aiutano l’un l’altro in modi diversi, con la creazione di gruppi aperti e ben calibrati (raggruppamenti eterogenei di studenti)

Il Progetto Davide è sicuramente inclusivo perché riconosce e valorizza le differenze di tutti gli alunni. È un progetto vincente perché non parte dalla disabilità riconosciuta, parte dalle differenze di tutti gli studenti della scuola, intese come risorse non come criticità.
Le differenze umane sono tante, molte più delle disabilità: sono differenze di vita, di stile cognitivo, di famiglia, di storia. Una scuola inclusiva in una comunità inclusiva è attenta alle caratteristiche individuali di tutti: a chi ha difficoltà e a chi ha talenti.... e cerca di dare a ognuno ciò di cui ha bisogno.

A cura di Viviana Rossi

Inclusione, Diversità, Integrazione, Ambienti di apprendimento, Comunità territoriale

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