Riflessioni per un ritorno felice a scuola
Quando l’accoglienza e le buone pratiche coinvolgono anche i docenti
Ogni scuola che vuole accogliere, in modo sereno e competente, i propri alunni e le proprie alunne dovrebbe domandarsi anche come accogliere tutti gli adulti, docenti e non, che ogni giorno accompagnano gli studenti e le studentesse in un percorso di crescita e apprendimento.
L’accoglienza, però, non dovrebbe esaurirsi nei primi giorni di lezione né coincidere soltanto con qualche attività pensata per rompere il ghiaccio, ma dovrebbe essere un processo pedagogico e didattico permanente volto a favorire l'inserimento, il senso di appartenenza e il benessere emotivo e relazionale di ciascun componente della comunità scolastica: un vero e proprio modo di vivere la scuola, una cura continua del clima relazionale che si costruisce giorno per giorno.
Per questo l’accoglienza va pensata come una responsabilità dell’intera istituzione scolastica, non come una pratica riservata solo agli studenti e alle studentesse. L’esperienza educativa, infatti, prende forma anche nel clima professionale in cui gli adulti lavorano, collaborano e condividono responsabilità.
Anche i docenti possono sentirsi disorientati, soprattutto all’inizio dell’anno scolastico, dal momento che l’ingresso nella vita scolastica non riguarda solo bambini e ragazzi: arrivano anche docenti nuovi, supplenti chiamati magari per pochi mesi e colleghi che cambiano plesso. Ciascuno deve potersi orientare nel nuovo contesto, conoscerne le modalità di lavoro e costruire gradualmente relazioni professionali significative. Tale esigenza, tuttavia, non riguarda soltanto chi arriva per la prima volta: anche chi lavora nella stessa scuola da anni può avvertire il bisogno di ritrovare motivazione, fiducia e senso di appartenenza.
Ed è per questo motivo che l’avvio dell’anno scolastico riguarda l’intera comunità educante: come osserva B. L. Castrovinci, settembre non coinvolge solo gli studenti, ma anche docenti, personale ATA, dirigenti e segreterie. "E per i professionisti della scuola è tempo di ripresa; anche se per gli studenti le lezioni inizieranno all’incirca a metà settembre, per il personale scolastico, docenti e ATA, è questo il tempo più impegnativo: incontri, riunioni, collegi. Per alcuni comincia anche una vita nuova… se hanno avuto un passaggio di ruolo, un trasferimento, un’utilizzazione, un’assegnazione provvisoria…". (B. L. Castrovinci, 2023)
L’inizio dell’anno, quindi, non è solo una ripresa amministrativa: è un passaggio organizzativo e relazionale che coinvolge tutti coloro che operano nella scuola.
Inoltre, per un docente entrato da poco in una nuova realtà scolastica, la mancanza di indicazioni chiare e di adeguate forme di supporto può ostacolare l’inserimento e favorire una condizione di isolamento professionale.
Per gli alunni e le alunne progettiamo, spesso, percorsi di accoglienza curati: giochi di conoscenza, laboratori, attività cooperative, momenti per presentarsi e per riconoscersi come gruppo. Gesti concreti con cui intendiamo dire ad ogni studente: "Sei il benvenuto, qui puoi trovare il tuo posto."
Per gli adulti, non sono sufficienti una riunione iniziale, alcune comunicazioni di servizio o il semplice richiamo all’esperienza professionale. Anche tra docenti l’accoglienza richiede tempi adeguati, informazioni condivise, possibilità di confronto e occasioni autentiche per costruire relazioni professionali e sociali.
Accogliere un collega significa creare condizioni organizzative che rendano effettivo il suo inserimento nella comunità scolastica. Il benessere organizzativo, infatti, comprende "la qualità delle relazioni, la chiarezza dei ruoli, la possibilità di crescita professionale, il riconoscimento, un carico di lavoro gestibile e la percezione di equità". Una scuola improntata alla serenità, alla collaborazione e al reciproco supporto incide sulla motivazione, sull’efficacia professionale e sulla capacità innovativa di chi vi opera. (R. Stornaiuolo, 2025)
Informazioni accessibili, pratiche condivise e spazi di confronto non sono semplici supporti operativi: aiutano la scuola a generare appartenenza e responsabilità comune.
Una comunità professionale, poi, non nasce dall’assenza di divergenze, ma dalla capacità di gestirle attraverso un confronto rispettoso e cooperativo. In un contesto scolastico sempre più complesso, dove convivono bisogni educativi diversi, responsabilità crescenti, procedure organizzative e adempimenti normativi, il lavoro collegiale richiede comunicazione chiara, riconoscimento delle competenze, condivisione delle responsabilità e possibilità di chiedere supporto ai colleghi nei momenti più critici.
Accogliere diventa così una pratica concreta del lavoro scolastico: quando gli adulti si sentono ascoltati e sostenuti riescono più facilmente a costruire percorsi educativi coerenti, a dare continuità agli interventi attraverso il confronto con i colleghi e a leggere le difficoltà degli studenti come situazioni da comprendere e affrontare insieme.
Come sostiene Dario Ianes, è "meglio parlare di convivenza reciprocamente rispettosa di tutte le varie unicità personali". (D. Ianes, 2023)
Accoglienza dei docenti e senso di appartenenza alla comunità scolastica
Raccontare la scuola è una forma significativa di accoglienza.
Oltre a presentare regolamenti e procedure, occorre anche condividere una storia: da dove viene quella comunità, quali esperienze e cambiamenti ha attraversato, quali progetti la caratterizzano, quali fatiche ha incontrato, quali legami mantiene con il territorio. Questo racconto permette a chi si inserisce in una nuova comunità scolastica di comprenderne l’identità e, allo stesso tempo, offre a chi vi lavora da tempo l’occasione di riconoscere il cammino compiuto, il valore delle esperienze condivise e ciò che è stato costruito insieme… come un grande mosaico collettivo.
A questo proposito, J. Bruner scrive: "solo la narrazione consente di costruirsi un’identità e di trovare un posto nella propria cultura. Le scuole devono coltivare la capacità narrativa, svilupparla, smettere di darla per scontata." (J. Bruner, 1997)
Come abbiamo già detto, la comunità scolastica accoglie in primo luogo bambini e bambine, ragazzi e ragazze, ma anche dirigenti, docenti, personale educativo e ATA, famiglie e territorio: ciascuno, con il proprio ruolo e la propria responsabilità, contribuisce al clima relazionale della scuola. Per questo l’accoglienza dovrebbe diventare uno spazio culturale condiviso, che ognuno di loro sa raccontare a modo suo, non un momento isolato segnato sul calendario.
Il clima scolastico è una responsabilità condivisa
A uno sguardo frettoloso potrebbe sembrare una percezione soggettiva di chi vive la scuola ogni giorno: in realtà, il clima scolastico è un aspetto osservabile e rilevante della vita educativa.
"Il clima della scuola si basa su modelli di esperienze di vita scolastica delle persone che la vivono e riflette le norme, gli obiettivi, i valori, le relazioni interpersonali, l’insegnamento e l’apprendimento delle pratiche e l’organizzazione delle strutture". (B. Bocchi e G. Cavrini, 2021)
Anche l’indagine internazionale TALIS dell’OCSE, dedicata a docenti e dirigenti scolastici, aiuta a leggere le istituzioni scolastiche da questo punto di vista.
Nella pagina italiana dei risultati 2024 essa viene descritta come “la più grande indagine internazionale sugli insegnanti e i dirigenti scolastici”, pensata per dare voce a chi lavora nella scuola e per comprendere condizioni di lavoro, benessere, soddisfazione professionale e bisogni di supporto.
Inoltre, come sottolineano L. Palmerio e M. Paccagnella rispetto alla media OCSE, "gli insegnanti italiani riferiscono una maggiore autonomia didattica e i dirigenti scolastici indicano un maggiore coinvolgimento degli insegnanti nei processi decisionali della loro scuola in materia di curricolo, didattica, valutazione e altre politiche scolastiche". (L. Palmerio e M. Paccagnella, 2025)
Secondo INVALSIopen, TALIS non si limita a raccogliere dati sulle condizioni di lavoro degli insegnanti: permette anche di osservare la scuola come ambiente professionale complesso, dove clima scolastico, collaborazione tra colleghi, soddisfazione lavorativa e senso di autoefficacia incidono sull’esperienza educativa e sulla possibilità di sostenere nel tempo pratiche didattiche condivise. (L. Palmerio, 2025)
Questo richiamo sposta l’attenzione su un punto decisivo: il benessere dei docenti non è una questione privata, ma riguarda direttamente l’ambiente educativo.
(Star bene a scuola)
Una condizione professionale soddisfacente degli insegnanti si riflette anche sull’esperienza scolastica degli alunni: quando le relazioni tra adulti e studenti sono curate, la scuola diventa un ambiente più accogliente, nel quale è più facile partecipare con fiducia alla vita della classe. Il clima relazionale, quindi, non resta sullo sfondo dell’esperienza scolastica, ma sostiene motivazione, fiducia e apprendimento nella quotidianità.
Una relazione educativa positiva può favorire il modo in cui gli studenti vivono la scuola e partecipano alle attività quotidiane. È un passaggio che ricorda quanto l’apprendimento dipenda non solo dai contenuti o dalle metodologie, ma anche da relazioni capaci di far sentire gli studenti accolti, riconosciuti e sostenuti.
Se la relazione educativa incide così profondamente sulla vita degli studenti, sostenere chi la costruisce ogni giorno diventa una responsabilità della scuola. Un docente accolto, ascoltato e inserito in una comunità professionale solida può offrire agli alunni presenza, fiducia e continuità. La crescente complessità del lavoro docente richiede perciò valorizzazione della professione e sostegno formativo e organizzativo stabile.
Il tema torna anche nel dibattito pubblico più recente: gli insegnanti vivono spesso una condizione segnata da "bassi stipendi e carichi di responsabilità burocratiche sproporzionate, affaticamento mentale e la percezione che il proprio lavoro sia scarsamente valutato".
(M. P. Mosca, 2025)
L’accoglienza dei docenti, lo ripetiamo, non è un semplice adempimento: è una forma concreta di attenzione alla qualità dell’insegnamento e al clima educativo della scuola.
Benessere dei docenti e qualità dell’ambiente scolastico
Conosciamo bene, inoltre, le difficoltà concrete che vivono molti docenti, soprattutto quando si trovano lontani dalla propria rete familiare e sociale: l’ingresso in un nuovo contesto professionale, la ricerca di un alloggio, il peso degli affitti, la fatica di mantenersi e il senso di solitudine che può accompagnare chi si sposta per lavorare. Per molti insegnanti l’arrivo in una nuova scuola significa affrontare, insieme alle responsabilità educative, anche una quotidianità da ricostruire in un luogo non sempre familiare.
L. Sofia, in un articolo pubblicato su Domani, descrive bene questa realtà: "Nel frattempo, la realtà quotidiana resta quella raccontata dai docenti fuori sede, Studenti per sempre, costretti a rimandare indipendenza economica, progettualità e stabilità abitativa anche dopo i quarant’anni. Una generazione cresciuta con la promessa che studiare, laurearsi, formarsi sarebbe bastato a costruire un futuro stabile si ritrova invece stretta tra affitti sempre più alti, precarietà e vite rimandate". Riportiamo la voce di una docente che riassume con forza il problema: "Di fatto vivevo per pagare l’affitto". (L. Sofia, 2026)
Anche le Nuove Indicazioni Nazionali richiamano una scuola attenta alle relazioni educative, all’empatia e al ruolo dell’insegnante come guida culturale ed educativa. Questo riferimento conferma che l’accoglienza non riguarda soltanto gli studenti, ma l’intero ambiente scolastico: una comunità capace di prendersi cura delle relazioni tra adulti e ragazzi crea le condizioni perché l’esperienza educativa sia più solida e significativa. (NIN - MIM, 2025)
Buone pratiche per l’accoglienza dei nuovi docenti
L'accoglienza dei colleghi non è solo una bella idea pedagogica: alcune scuole la stanno trasformando in una vera pratica organizzativa.
Ne è un esempio la recente esperienza dell’Istituto Comprensivo di Zanica (BG), che ha predisposto un vero e proprio "quaderno di benvenuto per nuovi docenti".
(Costruire insieme la scuola. Quaderno di benvenuto per i docenti dell’Istituto Comprensivo di Zanica)
Ma non mancano altre istituzioni scolastiche che, negli anni, hanno inserito nel loro Piano dell’offerta formativa (PTOF) dei veri e propri Protocolli di accoglienza per i nuovi docenti.
(Approfondimenti nel pdf scaricabile - L’accoglienza dei docenti neo assunti)
In conclusione, secondo gli esperti, una scuola accogliente comincia anche dagli adulti: non per spostare l’attenzione dagli alunni, ma per renderla più autentica. Il clima che desideriamo offrire ai bambini e ai ragazzi dovrebbe essere respirato prima di tutto da chi, ogni giorno, apre la porta dell’aula, prepara le lezioni, ascolta, accompagna, media, sostiene.
Perché è difficile far sentire gli altri a casa se, nella scuola che abitiamo ogni giorno, non troviamo anche noi un luogo in cui sentirci riconosciuti, sostenuti e parte di una comunità.
Del resto, come ricorda L. Palmerio, "migliorare la scuola richiede che si investa sugli insegnanti, ai quali spetta il compito arduo di accompagnare i giovani nell’acquisizione di quelle competenze che sono fondamentali per affrontare le sfide poste loro da un mondo in costante e rapido cambiamento". (L. Palmerio, 2025)
BIBLIO/SITOGRAFIA
- B. L. Castrovinci (2023), Iniziare al meglio il nuovo anno scolastico, articolo su Scuola7
- R. Stornaiuolo (2025), Benessere organizzativo e Team building, articolo su Scuola7
- F. Gervasio (2023), Inclusione, concetto da superare. Ianes: "Meglio parlare di convivenza reciprocamente rispettosa di tutte le varie unicità personali", intervista a Dario Ianes, Orizzonte Scuola, 16 febbraio 2023
- J. Bruner (1997), La cultura dell’educazione, Feltrinelli, Milano
- B. Bocchi e G. Cavrini (2021), Il clima scolastico come struttura che connette, contributo sul ruolo del clima scolastico nella promozione di relazioni positive, senso di appartenenza e benessere
- L. Palmerio e M. Paccagnella (2025), I principali risultati italiani; TALIS 2024: Lo stato dell’insegnamento e dell’apprendimento, presentazioni nell’ambito di Risultati TALIS 2024, INVALSI
- M. P. Mosca (2025), Scuola: la condizione degli insegnanti, tra stress burocratici e stipendi non adeguati, Il Sole 24 Ore / Alley Oop, 8 settembre 2025
- MIM (2025), Nuove Indicazioni nazionali 2025, Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Disponibile su: https://www.mim.gov.it/ - Costruire insieme la scuola – un quaderno di benvenuto per nuovi docenti
- Costruire insieme la scuola – un quaderno di benvenuto per nuovi docenti.pdf
- Protocollo di accoglienza dei nuovi docenti anno scolastico 2025/2026
- Scuola: la condizione degli insegnanti, tra stress burocratici e stipendi non adeguati
- Salari bassi e affitti proibitivi, le promesse del governo agli insegnanti fuori sede
- I neo insegnanti? Stressati, sfruttati, e ignorati dai colleghi anziani
- PRIMO GIORNO DI SCUOLA. Manuale di sopravvivenza per neo-docenti
A cura di Viviana Rossi e Maria Enrica Bianchi
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